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Sismica a riflessione

La sismica a riflessione viene utilizzata nell’esplorazione del sottosuolo per ricostruire l’assetto stratigrafico e strutturale dei corpi geologici
Mercoledi 21 settembre 2016

È il più "geologico" dei metodi geofisici, infatti permette di effettuare una ricostruzione, talora molto fedele, delle porzioni sepolte della superficie terrestre e può essere applicato in qualsiasi ambiente: terrestre, marino e di transizione (fluviale, lacustre, deltizio, ecc.).

La sismica a riflessione si è sviluppata a grandi passi

 a partire dagli anni ’50 con il sostegno delle grandi compagnie petrolifere,  negli ultimi decenni la diffusione della tecnologia digitale e l’abbattimento dei costi strumentali ha consentito sempre maggiori e più valide applicazioni in svariati campi (dall’ingegneria civile, agli studi ambientali, alla ricerca di base).

Il metodo d’indagine consiste nel produrre uno scoppio e nel registrare le riflessioni da esso generate

attraverso  uno stendimento di diversi geofoni, le onde sismiche indotte dalla sorgente nel sottosuolo daranno origine ad una riflessione ogni qualvolta incontreranno un’interfaccia tra due mezzi caratterizzati da parametri fisico-elastici differenti e, quindi, da diversi valori di impedenza acustica.
A differenza dalla sismica a rifrazione, nella sismica a riflessione non viene misurato solo il tempo di primo arrivo dell’onda elastica ai singoli geofoni, ma viene effettuata una

accurata analisi dei treni d’onda ricevuti

attraverso la quale si giunge a riconoscere i segnali provenienti dalle superfici di separazione di terreni caratterizzati da differenti velocità sismiche.


In questo modo sarà possibile risalire non solo alla profondità delle diverse superfici incontrate, ma anche di

stabilirne con esattezza la geometria, l’estensione e le reciproche relazioni

tra i corpi che esse suddividono.

Campi di applicazione per geometrie deposizionali, stratificazione, superfici di discordanza, faglie, sovrascorrimenti, etc..
  • Studio di strutture geologiche di grandi dimensioni.
  • Contatti tettonici. Ricostruzioni stratigrafiche profonde.
  • Ricerche idriche profonde.
  • Stratigrafia di terreno alluvionale fino a diverse centinaia di metri di profondità.
  • Indagini di supporto per la costruzione di grandi opere (dighe, ponti, strade, autostrade, ecc.).

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