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Precisione in Geologia

L'elevato dettaglio del rilievo, anche in condizioni di emergenza tipo scarsa stabilità dei versanti e calcolo caduta massi, consente di ottenere ottime informazioni, a livello di dati grezzi, del sito interessato.
14 dicembre 2015:

Con il laser scanner permette la creazione di DEM (Digital Elevation Model).

L'elevato dettaglio del rilievo, anche in condizioni di emergenza tipo scarsa stabilità dei versanti e calcolo caduta massi, consente di ottenere ottime informazioni, a livello di dati grezzi, del sito interessato.
In aggiunta  è possibile incrociare i dati con la georeferenziazione GPS, questo consente una localizzazione spaziale veloce ed automatica.

Da non sottovalutare la caratteristica di nicchia che consente al sistema di Monitor the Planet di prevalere su alti metodi di rilevazione, è infatti possibile in fase di rilevo, raggiungere zone non accessibili o irraggiungibili.

Brevemente descrivo:
lo scanner ha la capacità di acquisire una elevata quantità di dati (nuvola di punti), dai quali è possibile ricostruire la geometria dell’oggetto rilevato.
Nelle indagini geologiche lo scanner si rivela molto utile per il monitoraggio di movimenti franosi, per la verifica di stabilità di versanti (anche in forte pendenza), per l’individuazione di macrofratture, per l’identificazione delle strutture tettoniche maggiori e per il riconoscimento della discontinuita con la caratterizzazione geomeccanica dell’ammasso roccioso.
Quest’ultimo è reso possibile grazie al valore di riflettanza che acquisisce lo scanner per ogni impulso laser emesso. La riflettanza infatti è la quantità di luce incidente che una data superficie è in grado di riflettere, quindi il suo valore è strettamente correlato alle caratteristiche del materiale colpito dall’impulso laser.
La post-elaborazione dei dati offre inoltre la possibilità di ricavare:
  • nuvole dei punti colorate in 3D (ogni punto viene colorato con il dato RGB del pixel dell’immagine digitale);
  • mesh texturizzata (la nuvola dei punti viene triangolata per formare una superficie alla quale viene applicata l’immagine digitale georeferenziata);
  • curve di livello; sezioni e i profili;
  • in fine modello tridimensionale con il quale è possibile interagire tramite Cad e documentare superfici, volumi, sezioni con massima flessibilità di manovra in fase progettuale e di restituzione in campagna.

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